Un display mutaforma: non è più fantascienza con Tactus Technology

 

Avete presente E3 Expo, la più importante fiera mondiale del videogioco che si tiene ogni anno a Los Angeles? Ecco, essa non è l’unica fiera delle meraviglie digitali, ce n’è anche un’altra molto meno blasonata che si svolge a Boston: a giugno la Society for Information Display ha infatti tenuto la sua abituale fiera annuale della durata di una settimana dedicata al mondo dei display.

Gli appassionati di tecnologia e la stampa specializzata sono stati particolarmente ben impressionati da un prototipo di display (con Android) presentato da Tactus Technology, un’azienda hi-tech di Fremont (California): essa ha dominato la kermesse dichiarando che, grazie ai risultati della sua ricerca, in futuro le aziende produttrici di device tecnologici potranno produrre schermi con form factor in grado di reagire al tocco curvandosi, che andranno a sostituirsi ai tradizionali schermi piatti e rettangolari con i quali siamo ormai abituati ad interagire.

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Per quanto riguarda il funzionamento di questo nuovo sistema, nel comunicato stampa di presentazione della tecnologia si può leggere: «Quando premuto, il sottile strato si deforma in modo che bottoni e forme – di una specifica altezza e forma – appaiano sulla superficie dello schermo. Gli utenti possono sentirli, premere e interagire con questi bottoni fisici, proprio come se fossero tasti su di una tastiera. Quando non c’è più bisogno di loro, i bottoni ritornano nella superficie e diventano invisibili».

Non si ha quindi a che fare con un vero e proprio touch screen capacitivo, quanto piuttosto con un layer, ovvero una specie di pannello sottilissimo che l’azienda stessa in fase di produzione, al momento dell’assemblamento, sistemerà sopra gli schermi tattili di smartphone e tablet già in mercato, il tutto senza incidere sulle dimensioni medie dei device grazie alla tecnologia microfluidica con cui sono realizzati.

Questo sistema modificherà quindi la superficie del display rendendoli dei display mutaforma in grado di rendere fisici i pulsanti virtuali presenti sullo schermo: a seconda della schermata prodotta dal sistema operativo e in base agli input tattili delle dita umane, nel tempo di una frazione di secondo, sulla superficie appariranno e scompariranno dei tasti fisici completamente trasparenti che innalzandosi dalla superficie touchscreen potranno assumere qualsiasi conformazione.

L’amministratore delegato di Tactus Technology, Craig Ceisla, ha dichiarato che già a partire dal 2013 potremo trovare nei negozi un device touch dotato di questo innovativo layer, noi che invece non abbiamo bisogno di mentire per forza pensiamo che si dovrà attendere almeno il 2014: sebbene la società californiana abbia rivelato la partnership con un’unità della TPK Holding Co. -tra le più rinomate aziende produttrice di schermi touch di tipo capacitivo- la Tactus inizierà a fornire la sua invenzione alle società clienti solo nella seconda metà del prossimo anno. Abbiamo tutto il tempo per elaborare il lutto delle tastiere Qwerty.

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Con una laurea del Politecnico in tasca, è un ingegnere che corteggia la parabola della comunicazione; ha il temperamento schietto e limpido della sua scrittura, sul web è conosciuta come Samanthifera, all'alter ego non c'è scampo. L'indole curiosa di tutto è la maestra che le ha insegnato a mettere vita dentro le parole.

 
 

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