Spotify arriva in Italia

 

Il mercato discografico negli ultimi anni è profondamente cambiato, aprendo scenari impensabili anche solo un decennio fa. La diffusione della musica in formato digitale ha da una parte ucciso il vecchio scenario fatto di dischi e cd, collezionisti legati all’ambiente, da un’altra parte però ha permesso sia agli utenti che ai musicisti emergenti di allargare a dismisura gli orizzonti.

Quando la condivisione della musica su internet è diventata virale, per evitare il diffondersi massiccio della pirateria, artisti e case discografiche si sono adeguati alla nuova realtà, ed ora la rete è diventata il maggior veicolo di diffusione musicale nel mondo. Contestualmente, sono anche aumentate le piattaforme attraverso le quali la musica è fruibile.

A questo proposito, un’importante novità sta per sbarcare in Italia: un servizio che già da oltre quattro anni è presente in Europa, ed che ha fatto registrare un successo importantissimo, con decine di milioni di utenti registrati. Stiamo parlando di Spotify, l’applicazione che permette l’ascolto di musica on demand, con una playlist personalizzabile a seconda di gusti e preferenze da ciascun utente.

Per il suo esordio in territorio italiano, Spotify ha scelto una data molto importante e a suo modo simbolica nello scenario del Bel paese: il prossimo 12 febbraio, ovvero nel giorno dell’inizio dell’edizione 2013 del Festival di Sanremo.

E’ logico che Spotify abbia deciso di seguire quest’onda positiva per provare a conquistare anche il mercato italiano. Come detto, Spotify è un servizio di musica in streaming che ha raccolto grandi consensi già in sedici diversi paesi europei, dalla Gran Bretagna alla Spagna, dalla Francia alla Germania, ma si tratta di un’idea nata in Svezia e poi successivamente esportata nel vecchio continente. Si basa sulla possibilità di accedere ai vari contenuti musicali, che possono appartenere sia a grandi case discografiche che ad etichette indipendenti che a loro volta hanno reso disponibili i loro contenuti.

La fruizione è possibile in due modi: gratuitamente, con un limite però di dieci ore di brani ascoltati al mese, e ricevendo messaggi pubblicitari sia in forma sonora che visiva mentre si ascoltano i pezzi scelti, oppure pagando un abbonamento ed accedendo alla versione senza limiti di tempo né pubblicità. C’è anche la possibilità di diventare utenti premium, e di poter così ascoltare contenuti d’audio in alta qualità ed anche sul proprio smartphone, mentre agli utenti che si registreranno per la prima volta al servizio, sarà concesso un periodo di prova della durata di sei mesi che permetterà di ascoltare musica su Spotify senza alcun limite di tempo, e senza alcun costo.

Per accedere a Spotify sarà necessario avere un account Facebook attivo: da lì si potrà effettuare la registrazione al servizio che è compatibile con ogni tipo di piattaforma e sistema operativo. Anche la modalità di riproduzione sarà abbastanza simile a quella già conosciuta dagli utenti medi, come ad esempio quella offerta dal player di iTunes: ovviamente i contenuti saranno disponibili nella loro totalità in cloud, ma ci sarà anche la possibilità di acquistarli e scaricarli sul proprio computer, e questo varrà sia peri singoli brani che per gli interi album.

La musica potrà essere divisa a seconda delle preferenze dell’utente, sia per artista che per genere ed anche creando delle playlist personalizzate, che possano ad esempio dividere i brani dal più vecchio al più recente. Per il lancio italiano di Spotfly è stata incaricata una responsabile specifica, una manager che si occuperà in maniera esclusiva dello sviluppo del servizio nel nostro paese. Si tratta di Veronica Diquattro, che con il ruolo di country manager metterà al servizio dell’azienda nata in Svezia la sua esperienza già fornita a colossi dell’informatica come Google, occupandosi in prima persona del lancio in Italia dello store online Play, che l’azienda di Mountain View ha creato come equivalente dell’App Store per lanciare le proprie applicazioni Android.

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