Play Books di Google e iBooks Apple: due reader a confronto

 

Google Play ci aveva promesso un mondo innovativo dove condividere ed acquistare ogni forma di intrattenimento. Dopo il market di app, già un successo per i dispositivi android, è arrivato il nuovo servizio della società di Mountain View. Da ieri, infatti, è disponibile in Italia la sezione Libri di Google Play, un eBook Store che vuole competere con prodotti già affermati come Kindle e iBooks.

Il funzionamento è identico alla già collaudata sezione App di Google Play: il sito si comporta come un cloud e svolge funzione di archiviazione segnalibri e storico degli acquisti, ma per scaricare l’eBook selezionato è necessario scaricare l’app gratuita “Play Books” sul proprio tablet o smartphone. Attraverso di essa è possibile navigare nello Store, scaricare nuovi libri, sfogliare la libreria e ovviamente leggere.

Abbiamo confrontato per voi l’ iBooks di Apple con il nuovo Play Books di Google, per identificarne differenze e caratteristiche particolari.

Il funzionamento generale è pressoché identico: attraverso l’app è possibile accedere agli store organizzati in entrambi i casi per autore, genere, popolarità e ultime uscite. È disponibile un vasto assortimento di titoli, dalla narrativa classica, alla saggistica, fino ad alcune (ancora poche) versioni in lingua inglese. I prezzi sono praticamente identici, soprattutto per le novità e i best-seller, e in entrambi i casi è possibile acquistare un e-book a partire da 0,49 € e superando i 14 € solo in caso di manualistica professionale.



Le prime differenze iniziano ad essere visibili nella grafica e nell’organizzazione della libreria. Qui Apple conferma la sua attenzione nei dettagli e nella cura dell’estetica, capace di rendere ogni app intuitiva ed immediatamente utilizzabile. L’ormai classico look della scaffalatura in legno, all’interno della quale sono disposti ordinatamente libri, riviste e PDF disponibili per la lettura, ha certamente una marcia in più rispetto all’esposizione scelta da Google Play Books. Quest’ultimo ha preferito la linearità e i colori freddi per evidenziare l’innovazione tecnologica; mentre i toni caldi del legno e del marrone scuro scelti da Apple richiamano la tradizionale carta stampata.

Quando un eBook viene selezionato ed aperto entrambe le app mettono a disposizione opzioni di visualizzazione simili, dalla regolazione della luminosità, alla scelta del font, fino all’opzione testo bianco su sfondo nero. Semplici icone nella parte alta della schermata di iBooks permettono di accedere alle opzioni, ricercare una parola all’interno del testo e aggiungere un segnalibro, mentre con il reader di Play Books tutte le funzioni sono inserite nel menù. Nella parte bassa dello schermo è visibile la barra di navigazione con la quale è possibile scorrere lungo le pagine e vedere la propria posizione all’interno del libro.

Un’esclusiva del nuovo servizio Google è la modalità offline di lettura, che evita di consumare traffico dati, e l’opzione di lettura ad alta voce, un po’ monotona e imprecisa nella pronuncia, ma che può risultare utile in molti casi. E ancora più importante la possibilità di condividere i libri che si stanno leggendo in questo momento attraverso i più noti social network. Per quanto riguarda l’app per iOS, la possibilità di selezionare il testo, copiarlo, evidenziarlo e aggiungervi delle note personali, permette di trasformare il reader in un vero strumento di studio e di lavoro.

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Autore

Laureata in Comunicazione, Innovazione e Multimedialità presso l’Università di Pavia, coltiva da sempre la passione per tutto ciò che è creativo: dal disegno alla scrittura. Essere autrice di un blog significa mettere le proprie conoscenze ed esperienze a disposizione degli utenti sperando che possano essere utili così come altri blogger sono stati, e continuano ad esserlo per lei.

 
 

1 Commento

  1. asap scrive:

    Ottima recensione

 
 

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