Nuovo Apple Store a Torino: l’intervista a uno dei primi della fila

 

Sabato 13 ottobre, nel cuore della Torino bene, ha aperto i battenti il nuovo Apple Store che, con i suoi 1360 metri quadrati su due livelli, è il punto vendita Apple più grande d’Italia. Stile elegante e minimal: abbandonato il classico bancone, il personale ora ti siede accanto.

Io c’ero e ho intervistato Giulio, padovano, vent’anni, sistemista informatico, è arrivato il giorno prima dell’inaugurazione per comprare l’ iPhone 5. La notte non ha dormito, al mattino era tra i primi di una fila lunga almeno cento metri.

Coda Apple Store Torino Interno Apple Store Torino Interno Apple Store Torino Interno Apple Store Torino

Descrivi i prodotti Apple con tre aggettivi.

Smart, utili, geniali.

Utili? Per te quindi l’iPhone 5 acquistato in sostituzione del 4 non è un bene superfluo?

Per me è un oggetto di uso comune come la caffettiera quando mi alzo ogni mattina, ormai mi è necessario, ma non è una dipendenza, davvero potrei smettere con i prodotti Apple qualora il mercato me ne proponesse di migliori.

È possibile essere affamati e folli quando a vent’anni hai la possibilità di spendere più di 700 euro per uno smartphone?

Beh, ma quella di Steve Jobs era una considerazione generale, io sono una persona normale, compro l’iPhone 5 perché la Apple fa prodotti di qualità e mi fido di investire i miei soldi lì, c’è chi l’equivalente del costo dell’iPad lo fa andare in fumo comprando sigarette per tre mesi. Non credo sia vero che in Apple pensino solo al denaro, o perlomeno non è vero che lo facciano più degli altri.

E a cosa pensa la divisione marketing di Cupertino? È una delle più grandi, se non la più grande; il marketing è la sublime arte di creare bisogni laddove non ci sono, questo a voler semplificare, perché forse è anche peggio di così.

Il mondo è cambiato e sta cambiando grazie alla tecnologia, Jobs non è stato l’unico regista di questa metamorfosi, ma è stato il più geniale, poi sapeva vendere, ma non tutti i prodotti sono uguali, non mi sento succube, scelgo. A me piace la sua figura di uomo che non aveva mai né contanti né carte di credito con sé, ma è stata capace di creare un’azienda che quando egli morì valeva più di trecento miliardi.

Ora la capitalizzazione della Apple è quasi raddoppiata. Jobs era senz’altro un eccezionale showman, poi sì, girava senza contanti, si dice anche che fino all’ultimo abbia camminato a piedi nudi attorno al grattacielo di casa. La sua visione estetica è senza dubbio fondata sui principi dell’essenzialità zen; secondo te è vero che senza Jobs la Apple abbia perso magia? Egli sosteneva che la morte sia una grande invenzione perché obbliga al rinnovamento, pensi che la visione si possa ereditare?

Credo che la lezione di Jobs sull’inseguire l’eccellenza nei prodotti rimarrà un caposaldo su cui continuare a investire: la Apple è un’impresa collettiva, ma ciò che ha segnato la differenza da tutte le altre è stata la visione di Jobs capace di ispirare e motivare. Il suo discorso io lo so a memoria.

Un’ultima domanda: sai a chi è andato il Premio Nobel per la letteratura del 2012?

Ne ho solo sentito parlare, non ho tanto tempo per leggere.

(Rido) Grazie.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
 
Nuovo Apple Store a Torino: l’intervista a uno dei primi della fila  

Tag

, ,

Articoli simili

Autore

Con una laurea del Politecnico in tasca, è un ingegnere che corteggia la parabola della comunicazione; ha il temperamento schietto e limpido della sua scrittura, sul web è conosciuta come Samanthifera, all'alter ego non c'è scampo. L'indole curiosa di tutto è la maestra che le ha insegnato a mettere vita dentro le parole.

 
 

Nessun Commento

Puoi essere il primo a lasciare un commento.

 
 

Lascia un commento