Nuovi guai per RIM costretta a pagare una multa da 147 milioni di dollari

 

Quel che è successo a RIM, più che un sogno di mezza estate, è stato un colpo di grazia, ma raccontiamo bene tutta la storia partendo dalla fine.

La Corte Distrettuale della California del Nord ha emanato una sentenza che condanna Research in Motion, il colosso canadese produttore del BlackBerry, al pagamento di una multa pari alla somma di 147,2 milioni di dollari per aver violato un brevetto di proprietà di mFormation Technologies, una piccola azienda del New Jersey intestataria di un patent per la gestione remota dei dispositivi senza fili: l’accusa rivolta ai canadesi fu di aver violato la paternità intellettuale di un brevetto di cui essi si sarebbero serviti per sviluppare il software che gira sul BlackBerry, conosciuto con il nome di BlackBerry Enterprise Server, il quale consente di lavorare in sicurezza con gli smartphone RIM.

Nel 2008 l’azienda statunitense propose a RIM di trovare un accordo per il pagamento delle royalties che evitasse loro di ricorrere al tribunale; RIM rifiutò e così mFormation Technologies depose la denuncia. In seguito ad un ricorso proposto dalla società americana e dopo quattro giorni di deliberazioni, la corte federale di San Francisco ha emesso il suo verdetto secondo il quale RIM dovrà pagare una multa di 8 dollari per ognuno dei 18.4 milioni di smartphone collegati al BlackBerry Enterprise Server, sentenza che a quanto pare copre solamente i dispositivi venduti negli Stati Uniti e non gli eventuali danni futuri.

Multa RIM

Il portafoglio di mFormation Technologies attualmente ha al suo attivo un totale di 27 brevetti: Rakesh Kushwaha, fondatore e CTO dell’azienda, ha applaudito la sentenza dicendo di essere convinto di poter contribuire al futuro dei Mobile Device Management; all’esperto di proprietà intellettuale, Brian Love, il quale sostiene che la sentenza sia eccessiva perché ogni dispositivo è basato su decine di brevetti e se ciascuno di essi fosse valutato 8 dollari risulterebbero più costosi del dispositivo stesso, Rakesh Kushwaha ha risposto che non abuserà mai del diritto di proprietà intellettuale.

 Secondo quanto riferito dal portavoce di RIM, Crystal Roberts, il gruppo canadese ha già presentato una mozione legale che a suo avviso ha ottime chance di riuscire a ribaltare il verdetto: RIM ritiene infatti che le proprietà intellettuali sotto accusa siano state utilizzate sui BlackBerry ben prima che Mformation Technologies ne richiedesse i brevetti.

Questa pesante sentenza colpisce la casa canadese in un momento per essa già di grave crisi, con gli stock di dispositivi che rimangono nei magazzini e i dati finanziari dell’ultimo trimestre che rivelano una perdita netta di 518 milioni di dollari e ricavi per soli 2,8 miliardi di dollari.

Nel 2013, con l’uscita del nuovo sistema operativo BlackBerry 10 e dei dispositivi connessi, l’azienda spera di ritornare a volare; intanto, nel dubbio, in questi giorni ha venduto l’aereo privato utilizzato dai suoi dirigenti.

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Con una laurea del Politecnico in tasca, è un ingegnere che corteggia la parabola della comunicazione; ha il temperamento schietto e limpido della sua scrittura, sul web è conosciuta come Samanthifera, all'alter ego non c'è scampo. L'indole curiosa di tutto è la maestra che le ha insegnato a mettere vita dentro le parole.

 
 

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