Microsoft: nuovo logo, nuova vita

 

Il jingle d’apertura di Windows 95 ce lo ricordiamo tutti, anche se dura solo tre secondi e un quarto. Ora, non voglio chiedervi se sapete chi fu l’autore perché potrei far finire l’articolo qui se non sentissi rispondere in coro Brian Eno, la domanda invece è, ad occhi chiusi ricordate com’è fatto il logo che Microsoft ha tenuto per 25 anni? Tutto nero realizzato con il font Helvetica, mmm? Lo ideò Scott Baker nel 1987 e fu subito battezzato logo pacman per via di quella piccola fenditura nella prima lettera “o” che enfatizzava la parola “soft” e che ricordava la bocca di Pac-Man, la sfera gialla con cui da bambini ci illudevamo di poter sfuggire ai fantasmi.

Bene, i vertici dell’azienda capitanata da Steve Ballmer, in occasione dell’apertura del 23esimo Microsoft Store al Prudential Center di Boston, hanno presentato alla stampa e al mondo intero il nuovo logo che d’ora in avanti comparirà su tutta la comunicazione corporate di casa Redmond: al momento lo troviamo solo sul sito istituzionale, ma presto campeggerà anche sui profili Facebook e Twitter, nelle campagne pubblicitarie televisive, come effige negli Store autorizzati e su ogni confezione dei prodotti venduti dal colosso dei sistemi operativi.

Microsoft Logos
Per la prima volta il logo è costituito da due elementi: al logotipo si accompagna infatti un simbolo grafico colorato il cui scopo, ha precisato Jeff Hansen, brand strategy general manager di Microsoft, è «mettere in evidenza il nostro patrimonio oltre a dare un segnale di freschezza e novità». Il font scelto per il nome della società è il Segoe, lo stesso già utilizzato dalla multinazionale da diversi anni per altri suoi prodotti e per le campagne di marketing e ben protetto da Microsoft stessa che non lo include tra quelli di Word: di colore grigio e perfettamente dritta, la scritta si presenta più ariosa ed essenziale a confronto con la pesantezza della precedente.

Ma è la presenza di un simbolo il vero specchio della necessità per Microsoft di allineare anche da un punto di vista grafico il logo al mercato: con l’arrivo della nuova versione del suo sistema operativo Windows 8, la convergenza grazie a Windows Phone 8 con il mondo mobile e con la nascita del tablet Surface, Microsoft si trova alle porte di una nuova era e vuole che questo vento lo respirino tutti. Via la forma a bandiera, il simbolo non sventola più e accoglie la razionalità di un quadrato suddiviso in quattro piastrelle multicolor – rosso verde giallo blu- che esprimono la diversa gamma di prodotti offerti dalla società, oltre a richiamare Metro, l’interfaccia a mattonelle che contraddistingue il volto di Windows 8 e Windows Phone 8 e che da qui ai prossimi anni accomunerà tutti i dispositivi motorizzati Windows, fissi e mobili.

C’è chi pensa, e come non pensarlo, che l’idea del nuovo look sia stata copiata dalla Apple, tanto per cambiare il pelo etcetera ectetera, però, scusate, preferisco finire regalandovi il mio proverbio prediletto, è yiddish e dice Cambiare casa, cambiare destino. Credo che sia vero, almeno per la vita, forse anche per il logo.

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Con una laurea del Politecnico in tasca, è un ingegnere che corteggia la parabola della comunicazione; ha il temperamento schietto e limpido della sua scrittura, sul web è conosciuta come Samanthifera, all'alter ego non c'è scampo. L'indole curiosa di tutto è la maestra che le ha insegnato a mettere vita dentro le parole.

 
 

1 Commento

  1. aiace96 scrive:

    ciao, due esempi contrari all’ultima riga del post: IBM ha cambiato pelle ma non logo, idem HP.
    comunque sono entrambe belle storie di loghi famosi e duraturi (IBM 40 anni)

 
 

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