Le scarpe con Gps integrato che ti portano a casa

 

E così la Strega del Nord svela a Dorothy il trucco per lasciare il fantastico regno di Oz e tornare in Kansas nel mondo affettivo reale: battere per tre volte uno contro l’altro i tacchi delle scarpette color rosso rubino sussurrando la formula magica, “There’s no place like home”, nessun posto è bello come casa mia, frase che infonde nel cliché del vissero felici e contenti quella dolce consapevolezza che fu messa per la prima volta nero su bianco da Plinio Il Vecchio il quale scrisse che la casa è dove si trova il cuore.

È in omaggio alle fatate ruby slippers indossate da Judy Garland che lo stravagante Dominic Wilcox ha realizzato un prototipo di calzature segugio che ti possono condurre a casa ovunque tu sia. Si chiamano No Place Like Home e il designer britannico le ha create in collaborazione con l’esperta di arti interattive e tecnologia Becky Stewart di Codasign e l’azienda locale Stamp Shoes: le scarpe con il Gps gli sono state commissionate nell’ambito del progetto Global Footprint, il cui fine è esplorare la ricca storia calzaturiera del Northamptonshire, nelle Midlands East di Inghilterra, attraverso l’impatto economico, culturale, sociale e ambientale delle calzature e degli stivali prodotti nella contea.

Scarpe Gps No Place Like Home

Il meccanismo è costituito da un ricevitore GPS con tanto di antenna posto nel tacco sinistro: per attivare il sistema di navigazione verso una data meta va esercitata una doppia pressione battendo tra loro i tacchi delle scarpe. Per impostare la destinazione desiderata, che può essere solo la base Home, è sufficiente collegare il prototipo al proprio computer tramite un cavo USB e caricarla attraverso un software personalizzato di mappatura. Avviata la navigazione con il doppio click, sul frontale della scarpa sinistra delle perforazioni posizionate a forma di rosa dei venti rivelano dei led colorati di verdi o di rosso che si accendono per indicare la direzione di marcia.

La scarpa con il GPS comunica senza fili con la scarpa destra la quale indica la distanza percorsa con una fila di luci a LED rossi che si illuminano via via che ci si avvicina al punto di arrivo. L’hardware interno è alimentato da una batteria simile a quella utilizzata dai telefoni cellulari, mentre, per quanto riguarda le suole,sono decorate con ghirigori di edifici e luoghi nel tipico stile firmato Wilcox.

Le scarpe sono in mostra alla personale di Wilcox, “Variation on normal”, durante il London Design Festival al KK Outlet, 42 Hoxton Square, N1 6PB, che durerà fino al 26 settembre e dove è possibile ammirare anche altre creazioni e concept dell’artista: Wilcox da anni spazia nelle lande dell’arte e del design con ironia e senso della sfida, come nel progetto Speed Creating, trenta prototipi realizzati in trenta giorni con un budget massimo di 10 sterline. L’estetica dei visionari è sempre eroica e audace come si confà ad un’arte che non imita gli oggetti, ma dà loro nuovo significato in una sorta di intossicazione beata di creatività.

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Con una laurea del Politecnico in tasca, è un ingegnere che corteggia la parabola della comunicazione; ha il temperamento schietto e limpido della sua scrittura, sul web è conosciuta come Samanthifera, all'alter ego non c'è scampo. L'indole curiosa di tutto è la maestra che le ha insegnato a mettere vita dentro le parole.

 
 

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