Musei aumentati: quando la tecnologia conquista l’arte

 

Il ritratto di Lisa Gherardini forse smetterebbe di sorridere alla notizia che il Louvre ha stretto una collaborazione con Nintendo e la Gioconda la si potrà vedere sulle console portatili Nintendo 3DS che funzioneranno come un upgrade tecnologico delle classiche audioguide. Oppure no, continuerebbe a sorridere di fronte alla lenta trasformazione di uno dei musei più famosi del mondo in una sala giochi grazie ai tanti giovani visitatori attirati dalla società giapponese mamma dei gadget videoludici: perché noi invecchiamo invece l’arte resta sempre smart.

“Con questa collaborazione, abbiamo voluto avvicinare il patrimonio artistico e l’innovativo panorama dell’intrattenimento interattivo attraverso un sistema che molte persone conoscono già”, ha dichiarato l’amministratore generale del Louvre, Hervé Barbaret, che ha aggiunto di essere convinto che l’audioguida installata all’interno delle piccola console sia lo strumento ideale per raggiungere l’obiettivo, dove per obiettivo si intende permettere anche a coloro che non hanno molta dimestichezza con gli ambienti museali di vivere un’esperienza gratificante: la voce degli esperti e dei curatori del museo registrata in oltre 700 commenti audio orienterà i visitatori tra le statue vere e le loro riproduzioni in 3D, offrendo spiegazioni semplici dei principali capolavori esposti accompagnate da foto ad alta risoluzione ed alla possibilità di zummare in HD sugli highlight imperdibili delle collezioni. Così potremo scommettere con gli amici su chi indovina l’identità della donna seduta raffigurata ne Il giuramento degli Orazi, tela del pittore Jacques-Louis David.

app museale nintendo

Per non perdersi e per non perdere le opere principali, esse saranno indicate su una mappa interattiva che – grazie al supporto della tecnologia di localizzazione – consente ai visitatori di conoscere la propria posizione all’interno del museo: oltre alla possibilità di creare itinerari personalizzati per lasciare che la fantasia offra una prospettiva diversa alla storia dell’edificio e alle opere d’arte, a chi affronta il museo per la prima volta vengono suggeriti due diversi tour a tema della durata di 45 minuti.

Ma i parigini non solo gli unici ad aver ludicizzato la miniera di sapere che ogni museo porta con sé: a Firenze, il Museo Galileo ha deciso di investire sul futuro utilizzando la propria storia e, riprogettati gli allestimenti della struttura, i suoi visitatori hanno a disposizione un innovativo device di guida portatile che correda ogni opera con immagini, commenti audio, testi, filmati di approfondimento ad alta definizione e applicazioni interattive didattiche per imparare l’arte divertendosi, così magari non la si mette da parte. E come Firenze, anche Venezia, Siena, Torino si sono votate all’utilizzo di strumenti user friendly per vivere le opere come mai si è potuto fare prima: vero o meno che un’app per la realtà aumentata aumenti effettivamente la conoscenza di chi la usa, di certo è un bel modo per far dialogare sapere e curiosità.

 

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Con una laurea del Politecnico in tasca, è un ingegnere che corteggia la parabola della comunicazione; ha il temperamento schietto e limpido della sua scrittura, sul web è conosciuta come Samanthifera, all'alter ego non c'è scampo. L'indole curiosa di tutto è la maestra che le ha insegnato a mettere vita dentro le parole.

 
 

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