Jusp: il Pos che si attacca allo smartphone

 

Se è vero – e lo è – che nella classifica della Banca Mondiale dei paesi dove è più facile fare impresa l’Italia è in posizione 87 per colpa della burocrazia, il nostro è anche un paese con alle spalle una storia di pensatori creativi e con un presente di giovani coinvolti, affamati e folli il che le dà il potenziale necessario per diventare una startup nation, anche se non ci sono i garage come nella Silicon Valley.

Cosa sia Twitter e come questa piattaforma di microblogging sia riuscita a democratizzare la diffusione della comunicazione a distanza è noto un po’ a tutti, a qualcuno sarà invece sfuggito che il presidente esecutivo del suddetto social network sia anche Ceo e design officer non ufficiale di Square, la startup con cui il trentacinquenne Jack Dorsey vuole cambiare il modo di pagare con le carte di credito: Square è un dispositivo per i pagamenti in mobilità in grado di trasformare smartphone e tablet in un mezzo che accetta pagamenti con carta di credito. Da quando Visa divenne un investitore, esso ha arruolato più di un milione di commercianti statunitensi.

Jusp il Pos che si attacca allo smartphoneSquare opera solo su dispositivi Android e iOS di fascia alta, chiede il 2,75% di commissioni sull’acquisto e utilizza ancora la tecnologia della banda magnetica; in questi giorni invece, la startup - italiana al cento per cento - Jusp inizierà il beta test con il quale introdurrà in Italia un sistema che prende il meglio sia della superstar americana sia del suo clone europeo, iZettle, il quale è solo per iPhone e iPad, accetta unicamente carte di credito con firma e addebita il 2,75% per tutte le carte eccetto per la American Express, la cui commissione sale di un punto. I due giovani co-fondatori del progetto, in cui sono stati investiti 500 mila euro da angel provenienti da vari settori, sono partiti dai limiti di questi due card reader: Jusp è un vero e proprio pos in grado di leggere il chip anche delle carte di debito, quelle col pin come bancomat e Maestro, per intenderci, permettendo quindi di accettare tutti i tipi di carte di pagamento.

Il dispositivo prevede un supporto fisico con un design che non colpisce per nulla, ma che garantisce una flessibilità maggiore: esso è compatibile con la quasi totalità di smartphone e tablet sul mercato, sia iOS sia Android, anche di fascia bassa, consentendo quindi una diffusione capillare; l’utilizzo dell’entrata audio permette inoltre di connettere Jusp anche al pc.

Altra innovazione fondamentale riguarda la sicurezza: il device non si limita a leggere i dati della carta e inviarli on line, ma permette all’utente di digitare il proprio pin di sicurezza grazie alla presenza di un tastierino numerico integrato e al relativo display.

La commissione è sul volume di pagamenti generato, senza costi fissi o di abbonamento: ai fondatori di Jusp piace definirsi la PayPal dei pagamenti mobili; a inizio 2013 essi avvieranno la produzione di massa e per la primavera del prossimo anno vogliono lanciare il servizio in altri paesi.

Sono rose e fioriranno in tutta Europa, come si meritano.

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Con una laurea del Politecnico in tasca, è un ingegnere che corteggia la parabola della comunicazione; ha il temperamento schietto e limpido della sua scrittura, sul web è conosciuta come Samanthifera, all'alter ego non c'è scampo. L'indole curiosa di tutto è la maestra che le ha insegnato a mettere vita dentro le parole.

 
 

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