Il 3D senza occhialini? Ci pensa AUO

 

Dovrebbero arrivare nella seconda metà del 2012 i pannelli 3D auto stereoscopici, ovvero quei display che permetteranno di vedere le immagini in 3 dimensioni senza l’uso degli occhialini.
Ad annunciare il lancio è stata proprio l’AU Optronics, società taiwanese leader nel settore dell’elettronica soprattutto per quanto riguarda la produzione di display, che prevede per la fine dell’anno una vendita di circa 700.000 pezzi.

Ma prima di vedere da vicino questi nuovi schermi, occorre chiarire come funziona la tecnologia 3D.

La riproduzione di contenuti in 3 dimensioni sfrutta alla base una caratteristica propria dell’uomo, ovvero la visione stereoscopica, che è data dalla distanza interpupillare (in media 65 millimetri) che fa sì che ciascuno dei due occhi veda ciò che ha di fronte con un’angolazione leggermente diversa. Per rendersene conto basta infatti guardare quello che si ha di fronte coprendo prima un occhio e poi l’altro: la diversità di angolazione è minima ma sufficiente per inviare al cervello due immagini leggermente sfalsate tra loro, che vengono poi “assemblate” in un’unica scena, con conseguente effetto tridimensionale.

Così la tecnologia 3D non fa altro che sfruttare questo principio, amplificando la percezione dell’effetto tridimensionale tramite la registrazione di una medesima scena con due videocamere affiancate, e dunque da due angolature leggermente diverse. In fase di riproduzione, le doppie riprese vengono inviate allo schermo rapidamente, una dietro l’altra, e grazie agli occhialini l’immagine registrata dalla videocamera di destra viene inviata all’occhio destro e lo stesso accade per l’occhio sinistro: in questo processo rapidissimo, dunque, il cervello percepisce due visioni bidimensionali di una medesima scena, che elabora in un’unica immagine, creando l’effetto 3D.

Veniamo ora alle due tecnologie che AU Optronics ha studiato rispettivamente per display di piccolo e grande taglio.

Per i display più piccoli la soluzione prevede una barriera di parallasse, posta davanti al pannello e in grado di generare l’effetto stereoscopico senza l’uso di occhiali, filtrando i pixel visibili dall’occhio destro e sinistro. Questi schermi permettono inoltre di passare dalla visione 2D a quella 3D e viceversa e garantiscono un’interferenza elettromagnetica molto bassa.

barriera parallasse

Per i display più grandi, invece, l’AUO ha pensato a delle lenti lenticolari, sempre poste davanti al pannello, in grado di ricreare l’effetto stereoscopico tramite l’alterazione della direzione della luce. Questa tecnologia garantisce un’ottima riproduzione delle immagini, rese peraltro molto luminose, e attraverso il sistema di riconoscimento dei volti permette una visione del 3D da molteplici angolazioni, per non obbligare lo spettatore a una sola posizione prefissata.

lenti lenticolari

Ad ogni modo si dovrà aspettare ancora qualche mese per vedere questi pannelli auto stereoscopici montati su TV o altri display, e per testare realmente le loro prestazioni.

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Laureata in Comunicazione Massmediale presso la facoltà di Scienze Linguistiche e Letterature Straniere dell’Università Cattolica di Milano, affascinata dal mondo della comunicazione, e della scrittura, come una delle forme che più incarna questa missione. I saggi a scuola, il diario personale a casa, scrittura creativa all’università e ora il blog. Una realtà dove si scrive per gli altri, dove ciò che conta è chiarezza, semplicità e arrivare al lettore. Ed ecco che qui, allora, la scrittura diventa ancora più dialogo.

 
 

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