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Hop! la valigia che ti segue

 

Sono passati 25 anni anni da quando Robert Plath, allora pilota di linea della Nortwestern Airlines, ebbe l’intuizione di mettere rotelle e maniglia estraibile alla valigie e inventò il trolley, costringendo sia le compagnie aeree a investire milioni di dollari per ridisegnare gli interni dei propri velivoli sia i progettisti degli aeroporti a ridisegnare gli scali dotandoli di tapis roulant adatti alle ruote delle valigie, ma con quell’invenzione egli soprattutto facilitò la vita ai viaggiatori abituali che in ogni spostamento debbono portare con sé tutto l’essenziale per il viaggio. Da allora, a parte la creazione di laboratori di ricerca ad hoc per produrre ruote più resistenti – per allungare loro la vita – e scorrevoli – per una maggiore opposizione all’usura – nel mondo delle valigie non sono occorsi grandi cambiamenti.

Il giovane designer spagnolo, Rodrigo Garcia Gonzales, ha ben pensato quindi che per i trolley sia giunto il momento di evolversi e ha inventato Hop!, un prototipo per una valigia intelligente in grado di seguire da sola il suo legittimo proprietario scivolando sui pavimenti marmorei degli hub.

Questo trolley del futuro, il cui nome viene dai fattorini degli hotel assunti per portare le valigie degli ospiti, funziona grazie ad un microprocessore e tre sensori disposti al suo interno in grado di interagire con lo smartphone del proprietario grazie alla connessione Bluetooth: una volta attivato il segnale tramite il telefono, la valigia localizza il suo proprietario e inizia a seguirlo a distanza; se il segnale dovesse interrompersi, la valigia robot si ferma e il suo chip invia in tempo reale un input allo smartphone-guida che reagisce con una vibrazione per avvisare dell’intoppo. Ovviamente, l’inventore ha anche tenuto in considerazione la possibilità di eventuali furti: per evitare urti con il suo padrone, la valigia si muove infatti mantenendosi ad una certa distanza di sicurezza risultando per questo maggiormente esposta al rischio di essere rubata rispetto ad un bagaglio normale, allora Gonzales l’ha dotata di un sistema in grado di bloccarsi e chiudersi ermeticamente; resta però che se ti rubano la valigia, il fatto che non la possano aprire, ti consola, ma fino ad un certo punto.

Tra le critiche mosse ad Hop, c’è inoltre che il bagaglio si muova troppo lentamente per la frenesia tipica degli spostamenti in aeroporto; il designer difende il suo progetto dicendo che al momento è ancora un prototipo non pronto per il mercato e che sì, la velocità con cui il trolley ti segue non è di certo sostenuta, ma che basteranno poche modifiche per fargli raggiungere la perfezione.

Gonzales è ora alla ricerca di finanziamenti e spera di vincere i 12.600 euro del premio in palio al concorso internazionale James Dyson Award per il quale Hop è in lizza; poi chissà, magari Sorrentino realizzerà un sequel di This Must Be the Place e questa volta un cameo lo farà fare a Hop e al suo inventore.

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Con una laurea del Politecnico in tasca, è un ingegnere che corteggia la parabola della comunicazione; ha il temperamento schietto e limpido della sua scrittura, sul web è conosciuta come Samanthifera, all'alter ego non c'è scampo. L'indole curiosa di tutto è la maestra che le ha insegnato a mettere vita dentro le parole.

 
 

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