E-book, mercato in crescita

 

Tra dieci anni, probabilmente, i libri stampati saranno solamente un pezzo da museo.
L’era del cartaceo, iniziata tumultuosamente nel 1448 da Gutenberg, si sta velocemente avviando alla fine portando con sé varie polemiche riguardanti i problemi concernenti i diritti d’autore e del self publishing.

I protagonisti della rivoluzione digitale nell’ ambito editoriale sono principalmente gli Stati Uniti e l’Inghilterra, dove la vendita di e-book ha superato notevolmente quella dei libri stampati; tuttavia il fenomeno sta lentamente arrivando anche in Italia, dove l’aumento della vendita del libro elettronico nel 2011, anche se solamente dello 0,9%, ha costituito un incremento del 740% rispetto al 2010, senza contare che circa il 38% della produzione letteraria è pubblicata sia in formato cartaceo sia digitale.

I titoli disponibili sul mercato italiano sfiorano i trentotto milioni ed è una cifra del tutto ragguardevole, anche se non arriva ai circa settanta milioni di titoli statunitensi. I lettori che scaricano gratuitamente un libro elettronico sono aumentati, passando dall’1,1% al 2,2%, con totale di circa di un milione di persone, cifra che andrà sicuramente ad aumentare dopo l’entrata di Google nel mercato italiano. Un altro dato statistico rilevante, fornito dall’ ultima mostra del libro di Torino, è che sono lettori di e-book sono principalmente uomini: solamente il 38% delle donne acquista o legge un libro in formato digitale, contro il 61% degli uomini.

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Il motivo principale dell’aumento dei lettori di e-book è certamente il prezzo rispetto ai libri stampati: un e-book può arrivare a costare meno della metà di una stampa cartacea.
Tuttavia, c’è chi sostiene che nessuna innovazione tecnologica, nessun libro elettronico, potrà mai sostituire completamente la produzione cartacea e il diritto d’autore ne è un motivo molto valido. Come si è visto, la recente rivoluzione digitale nell’ ambito musicale, ha fatto sì che la pirateria e il download illegale di file musicali dilagassero senza che si trovasse il modo di arginare questa tendenza. Lo stesso problema si può riversare sui libri nel formato digitale, creando seri problemi economici per tutte le librerie e in particolare quelle di piccoli imprenditori.

Questi ultimi sono stati messi ampiamente in difficoltà da colossi come Amazon o Ibs (per rimanere nell’ ambito della rete internet, ma si potrebbe citare anche Feltrinelli) e il fenomeno digitale facilita di molto la messa in rete illegale di testi coperti dal diritto di autore.

Il secondo problema dell’editoria digitale è certamente il self-publishing che può essere visto sotto una luce buona e una cattiva. Sicuramente il lato buono del fenomeno di auto pubblicazione è quello dell’abbattimento di costi per gli autori emergenti che desiderano vedere pubblicato il proprio libro senza costi proibitivi che molto spesso fanno desistere gli autori dalla pubblicazione cartacea. Il lato negativo è che il self publishing andrà a intaccare seriamente un anello della catena di produzione, creando considerevoli gap lavorativi e di conseguenza, disoccupazione. Ciò perché la figura dell’editore andrebbe a decadere e con esso tutte le persone che lavorano nell’ ambito dell’editoria.

Come si possa sciogliere questa intricata matassa, non è ancora possibile saperlo, certo è che gli amanti dei libri da sfogliare, dell’odore della carta appena stampata o un po’ vecchia, non rinunceranno ad acquistare i libri in negozio; bisogna solamente pensare se questa rivoluzione digitale che rende tutto molto più reperibile e condivisibile di un tempo, sia davvero un punto a nostro favore. Forse si è un po’ dimenticata l’ebbrezza di trovare un libro dopo una ricerca estenuante tra gli scaffali di una vecchia libreria o di incidere il nostro nome sulla prima pagina di un romanzo. Dopotutto, la Bibbia stampata da Gutenberg è arrivata sino a noi, chissà se i libri elettronici moderni arriveranno ai posteri.

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