Big G vuole acquistare WhatsApp

 

Google è pronta ad acquistare WhatsApp per un miliardo di dollari, WhatsApp dal canto suo ha tutte le cattive intenzioni di giocare al rialzo e se lo può permettere dato che i messaggini mandati ogni minuto utilizzando la app sono miliardi, ammesso che non punti anche lei a chiedere la stessa cifra che Microsoft ha pagato per portarsi a casa Skype.

La notizia arriva dal sito Digital Trend che cita fonti anonime interne della compagnia fondata da Brin e Page e poi nasconde la mano dicendo che si tratta solo di rumor. Ma abbiamo i motivi per pensare che invece sia tutto vero e a darceli è il bisogno di Mountain View di contrastare l’avanzata feroce di Facebook sul settore mobile: visto che l’azienda di Zuckerberg prima ha attivato la possibilità di effettuare chiamate VoIP tramite le proprie app Facebook Messenger per Android e iOS e adesso ha attaccato direttamente in sistema operativo di Google con Facebook Home, un’intera famiglia di app che consentendo l’accesso immediato a Facebook trasformano uno smartphone Android, e presto anche i tablet, in un dispositivo social.

google riuscirà ad acquistare whatsapp?

Le trattative con WhatsApp Inc. sarebbero iniziate poco più di un mese fa e i blog statunitensi, che si dilettano a fare stime sul fatturato delle aziende quasi quanto noi ci dilettiamo a fare sondaggi elettorali, prevedono che, se l’acquisizione andasse in porto, il servizio di messaggistica istantanea, attualmente attivo in più di 100 paesi e 750 reti mobili e che si trova al secondo posto tra le app a pagamento più scaricate da iTunes, porterebbe nelle tasche di Google circa 100milioni di dollari all’anno: il costo annuale da sborsare per messaggiare e inviare file multimediali tra smartphone è meno di un euro e gli operatori telefonici piangono visto che sms ed mms li mandiamo solo quando ci troviamo in zone a scarsa copertura Internet mobile, ma è difficile ricordare l’ultima volta in cui ciò abbia rappresentato un problema, per fortuna.

L’obiettivo prioritario per Big G però è un altro, ovvero lanciare la propria piattaforma social, di certo distante dai numeri di Facebook ma messa anche sotto pressione dall’iperbole di iMessage sui dispositivi Apple, facendo confluire il bacino di utenti universali di WhatsApp in Google Plus: se è vero che Google Messenger è efficace tra computer, mentre il suo utilizzo sugli smartphone non è immediato, avere un app nativa per la messaggistica riaprirebbe i giochi tra i giganti.

Google dovrebbe poi essere in procinto di lanciare un servizio di chat unificato per ora conosciuto come Google Babel, ma in qualunque modo vada a finire, speriamo che sia mantenuta la presa di posizione di non vendere pubblicità che i due fondatori di WhatsApp, Jan Koum e Brian Acton, sono riusciti a spiegare al meglio – e senza neanche dare contro alle teorie di Marshall McLuhan – citando una frase ripresa dal film Fight Club: “La pubblicità ci fa scegliere automobili e vestiti, facciamo lavori che odiamo per comprare cose di cui non abbiamo bisogno”.

UPDATE 09-04-2013 A poche ore dalla pubblicazione di questo articolo Whatsapp ha negato le voci circa le trattative in corso con Google in merito ad un’acquisizione del servizio di Istant Message. Per il momento la notizia resta solo un rumor, in attesa di future rivelazioni.

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Con una laurea del Politecnico in tasca, è un ingegnere che corteggia la parabola della comunicazione; ha il temperamento schietto e limpido della sua scrittura, sul web è conosciuta come Samanthifera, all'alter ego non c'è scampo. L'indole curiosa di tutto è la maestra che le ha insegnato a mettere vita dentro le parole.

 
 

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