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Atooma: la miglior app del mondo è Made in Italy

 

L’Oscar come miglior film nella 85ma edizione degli Academy Awards l’ha vinto Argo, un dramma per adulti a metà tra il thriller politico e la fantascienza, talentuoso nel fare la ricostruzione d’epoca di una neonata repubblica islamica dell’Iran e nel riuscire ad evocare l’atmosfera degli anni 70, quando gli agenti della Cia erano dei bravi ragazzi; delusione invece per Marianelli, l’unico italiano in corsa per la statuetta, ma come ha detto il regista Affleck ritirando il premio: “Non importa se la vita ti butta a terra, succederà. L’importante è che ti rialzi”.

E l’Italia si è rialzata a Barcellona vincendo al Mobile World Congress il premio per l’app più innovativa dell’anno. Si chiama Atooma ed è stata sviluppata da quattro ragazzi di 27 anni che hanno fatto una gavetta a ostacoli partita dai banchi dell’università: il progetto è nato come tesi di laurea di Francesca Romano, adesso AD di Atooma, che nel 2011 incontra gli altri tre italiani con i quali costituisce il team all’Innovation Lab, un evento dedicato a chi vuole commercializzare un’idea tramite una startup, idea che nel frattempo era diventata una più commercializzabile app e grazie al finanziamento del programma di incubazione EnLabs e al fondo Mind The Seed procede fino ad arrivare alla consacrazione durante la tappa locale del TechCrunch Italy e dell’App Circus, il resto lo sappiamo.

due ragazzi del team di atooma

Gioia Pistola, cofounder del progetto, ha fatto alcuni esempi per spiegare a cosa serva Atooma: “È possibile programmare lo smartphone ad attivare il Wi-Fi appena entrati in casa o mandare un messaggio in automatico a qualcuno per avvisarlo che sei rientrato. Atooma è in grado di interagire con tutte le funzionalità del telefono, dai messaggi, alle chiamate, all’email”.

Utilizzando questa app, che al momento è stata scaricata da più di 90mila persone e non solo perché sia gratuita, è possibile dare al nostro smartphone le istruzioni per far compiere al sistema operativo le azioni che vogliamo in modo automatico, senza dover utilizzare codici di programmazione, a tutto questo va poi anche aggiunto tutto il potenziale di interazione con app come Facebook e Dropbox.

Sebbene il team sia al lavoro per realizzare una versione di Atooma declinata per iOS, la app per ora è disponibile solo per Android, il sistema operativo che, a differenza di quello di Apple ha meno limitazioni dall’alto e garantisce la più ampia possibilità di accesso ai moduli delle funzioni dei cellulari.

In ogni caso, ammesso che la startup riesca a raccogliere i fondi necessari, l’obiettivo più vicino che ora si pone è quello di sviluppare funzioni che permettano una interazione tra il cellulare e la smart tv: è vero che vincere un premio porti visibilità, lo è molto meno che ciò significhi ottenere i finanziamenti per andare avanti, soprattutto se abiti in Italia dove spesso si finisce per cedere grosse percentuali della società. Per fortuna c’è sempre l’America.

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Con una laurea del Politecnico in tasca, è un ingegnere che corteggia la parabola della comunicazione; ha il temperamento schietto e limpido della sua scrittura, sul web è conosciuta come Samanthifera, all'alter ego non c'è scampo. L'indole curiosa di tutto è la maestra che le ha insegnato a mettere vita dentro le parole.

 
 

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