Arriva Google CAMP, l’antivirus firmato Big G

 

Se vuoi che il tuo browser sia più potente, devi renderlo più sicuro. Questo è l’obiettivo che si deve essere dato Google con il software CAMP, acronimo di Content Agnostic Malware Protection, un antivirus incorporato all’interno di Chrome per la navigazione sul web: il funzionamento è tutto on the cloud così si risparmiano costi e guadagnano benefici.

La nuova feature è stata presentata a febbraio in un documento di 15 pagine al Network and Distributed System Security Symposium da ingegneri Google e ricercatori universitari con nomi noti al pubblico come Moheeb Abu Rajab, Lucas Ballard, Noe Lutz e Niels Provos, ma come spesso avviene con le idee rivoluzionarie, al primo giro non se ne accorto quasi nessuno.

La nota informativa online, oltre ad essere certi che non contenga malware, è esplicativa: “Google scarica sul browser un elenco di informazioni relative ai siti che potrebbero contenere software dannoso o attuare phishing. Se l’URL del sito visualizzato corrisponde a una voce dell’elenco, il browser contatta i server di Google per avere maggiori informazioni e prendere una decisione. Se il computer stabilisce poi che stai visitando un sito rischioso potrebbe avvisarti”.

google chrome

Grazie all’attività quotidiana di monitoraggio del web operata dagli esperti di sicurezza di Google su un campione di circa 200 milioni di utenti unici e decine di milioni di studi di reputazione, CAMP ha a disposizione sul server di Mountain View un database di indirizzi potenzialmente pericolosi, una sorta di fedina dei siti web e dei fornitori di contenuti multimediali: nel caso in cui il software rilevi un comportamento anomalo durante le nostre comuni attività su Internet, prima confronta i file in esecuzione o quelli che scarichiamo con una lista di eseguibili sicuri e di malware molto diffusi conservati localmente e, se non riesce a identificare il virus tramite il browser, invia i dati all’archivio completo che è depositato online, così l’utente non ha bisogno di scaricare un database che deve essere aggiornato costantemente dal momento che i codici malevoli mutano di continuo grazie ai cracker.

Se i datacenter dell’azienda dànno esito positivo, il navigatore viene informato e la minaccia neutralizzata. Ma c’è di più, l’analisi sarà infatti ultraveloce richiedendo solamente circa 130 millisecondi per esser portata a termine. CAMP è in grado di bloccare il 99% delle minacce, percentuale che scende al 70% se non si ricorre all’ausilio delle risorse online di Big G: questi dati sono confermati da sei mesi di test effettuati su 200 milioni di computer con Windows che ogni mese hanno messo in quarantena oltre 5 milioni di malware.

Google non ha ancora fatto sapere quando potremo avere a disposizione lo scacciavirus che, bisogna sottolinearlo visto che si tratta di un’estensione di Big G, per funzionare non sfrutta dati presi spiando la navigazione dell’utente. Mi spiace per la concorrenza, ma non tanto.

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Con una laurea del Politecnico in tasca, è un ingegnere che corteggia la parabola della comunicazione; ha il temperamento schietto e limpido della sua scrittura, sul web è conosciuta come Samanthifera, all'alter ego non c'è scampo. L'indole curiosa di tutto è la maestra che le ha insegnato a mettere vita dentro le parole.

 
 

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