Apple Vs Samsung: no al Galaxy S3 negli Stati Uniti

 

Non si arresta la guerra tra Apple e Samsung, e stavolta non si tratta di concorrenza, ma di vera e propria battaglia legale.

Ad alzare la voce è come sempre l’azienda di Cupertino che all’indomani dell’uscita in Europa del Samsung Galaxy S3, contesta la violazione di determinati brevetti Apple. In particolare le funzioni  copiate sarebbero l’utilizzo della ricerca universale attraverso l’applicazione SVoice per Android, simile al sistema Siri per iPhone 4S,  ed il Quick Search Box, ovvero la funzione di ricerca rapida.

Samsung Galaxy S III

Apple ha un solo obiettivo: fermare le vendite del Samsung Galaxy S3, in particolare negli Stati Uniti, la cui vendita è prevista a giorni. L’azienda coreana non ha però nessuna intenzione di fare un passo indietro, ed attraverso un comunicato stampa diffonde la notizia di essere fortemente intenzionata ad opporsi a qualsiasi richiesta di Apple.

Secondo Apple la violazione di questi due brevetti non è però cosa nuova: la battaglia è iniziata con l’uscita del Galaxy S, per poi continuare con l’S2, il Nexus ed infine l’S3. E per le stesse motivazioni anche l’azienda taiwanese Htc fu portata in Tribunale.

Di questa guerra si potrebbe parlare a lungo, discutendo innanzitutto se vale la pena farla, piuttosto che trovare soluzioni alternative, ed analizzando anche se effettivamente ci siano o meno queste violazioni da parte di Samsung.

A prescindere dal corso della giustizia che porterà ad una decisione incontestabile, una lancia a favore dell’azienda coreana si potrebbe spezzare paragonando l’applicazione Siri di Apple ad SVoice per Android.

Siri è un’app che si appoggia ad un motore di ricerca, Wolframalpha, al quale Apple non ha fatto altro che aggiungere una funzione vocale che permette agli utenti di chiedere una ricerca a voce.

Svoice si basa su Vlingo invece, che è un vero e proprio assistente vocale che non fa riferimento a motori di ricerca, ma nasce come funzione da sfruttare in auto per permettere all’autista di effettuare telefonate o scrivere SMS senza distogliere la sua concentrazione dalla guida; la funzione per cui risulta totalmente diversa da quella di Siri.

Ma Apple ha attaccato Samsung non solo per le eventuali copie nei software, ma anche per il design.

Nel 2011 in California, l’azienda fece causa a Samsung per violazione dell’Apple’s patent design, contestando la copia del tasto fisico centrale nel Galaxy S I, del tasto di sblocco schermo in alto a destra e della Slide to unlock da sinistra verso destra. Il caso è ancora aperto davanti al Giudice Federale per la causa d’Appello, ma di fatto con l’uscita di Galaxy S2 sono state apportate delle modifiche.

Quale potrebbe essere allora un “patto di non belligeranza”?

Una soluzione potrebbe essere quella che Apple tolleri le eventuali copie, dal momento che molti spunti sulla sua tecnologia sono stati presi da servizi già esistenti su Google, come ad esempio iMessage, ispirato all’applicazione gTalk.

Ma siccome la differenza tra Google ed Apple è che la prima ha la caratteristica di essere open source e la seconda no, questa soluzione non sarebbe in linea con le caratteristiche imprenditoriali di casa Apple.

Quindi, forse, la soluzione preferibile sarebbe quella di vendere i propri brevetti piuttosto che instaurare battaglie legali, permettendo di sfruttare le caratteristiche di iPhone in Android, guadagnando su entrambi i fronti: attraverso i prodotti Apple, ma anche con quelli Samsung.

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Laureanda in Giurisprudenza, ha iniziato a scrivere da due anni e si è ritrovata avvolta in una nuova passione senza accorgersene. Dove c’è un posto in cui raccontare qualcosa, esprimere un’opinione, portare avanti un progetto di ricerca c'è, pronta a dare un contributo e ad arricchire il suo bagaglio di esperienze.

 
 

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