Apple pronta al lancio dell’iPhone low cost

 

Maserati e le sue automobili con il Tridente sulla mascherina rappresentano uno dei poli del lusso da sempre, è per questo che la produzione della Guibli, il cui debutto potrebbe avvenire già ad aprile al Salone di Shanghai, non segna solo l’ingresso del marchio nel segmento E delle grandi berline, ma anche l’inizio di una rivoluzione necessaria se la Casa modenese vuole acquisire una clientela sempre più internazionale e affermarsi sui segmenti di mercato strategici come quelli di India e Cina.

Strategia simile anche per Apple che, dopo l’annuncio dell’iPhone a colori, pur di diventare appetibile per il miliardo di potenziali clienti cinesi e indiani, ha deciso di convertirsi al low cost ed entro l’estate dovrebbe uscire sia con un iPhone5S che con una versione del melafonino a basso costo. Di necessità virtù insomma o, meglio, di necessità volontà di sopravvivere, perché in tempi di crisi anche i giganti muoiono.

iphone low cost nei mercati di cina e india

Coprire il mercato dei cellulari di fascia medio-bassa, stimato a 135 miliardi di dollari di vendite nel 2013 e oggi dominato da Samsung, per la società di Cupertino significa dover produrre un device da al massimo 300 dollari e quindi, da un canto rinunciare al case in vetro ed alluminio dell’iPhone 5 in favore di un più economico rivestimento in policarbonato, dall’altro non montare il consueto processore interno Apple Axx, il quale ha costi di produzione molto elevati e gli si devono anche abbinare componenti aggiuntivi di terze parti, ma fare uso di un chipset Qualcomm Snapdragon con tecnologia produttiva da 28nm la cui costruzione è stata commissionata alla società taiwanese TSMC, come annunciato sul China Times: «L’industria della catena delle forniture ha rivelato che l’iPhone low cost di Apple usa un chip singolo Qualcomm Snapdragon, inizialmente solo con supporto al 3G e non al 4G LTE, ma dotato di supporto al WiFi e al Bluetooth».

Se diventare delle commodities porterebbe a un margine di profitto risicato dalla concorrenza e comunque molto inferiore al 38,6% presentato nell’ultima relazione di bilancio, senza contare che anche lo sconforto degli Apple addicted di vedere il potpourri di filosofia zen, perfezionismo ed eleganza glamour lasciato in eredità da Steve Jobs virare verso il basso avrà il suo indiscutibile riflesso negativo, è anche vero che nell’ottica di cavalcare il trend-tech in atto, sempre che non si voglia affondare nel futuro a breve termine, non sono da sottovalutare le conseguenze dell’imminente accordo di distribuzione tra il chief executive Tim Cook e il primo operatore di telefonia mobile della Repubblica Popolare, China Mobile, che porterebbe in dote i suoi 600 milioni di abbonati finalizzando e aumentando i profitti di Cupertino.

Intanto, il lancio dell’iPhone 6 è stato spostato al 2014: secondo gli osservatori è un modo per focalizzarsi sulla nuova strategia, secondo altri (osservatori peggiori?) è solo un alibi per coprire una sostanziale mancanza di idee nuove da proporre.

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Con una laurea del Politecnico in tasca, è un ingegnere che corteggia la parabola della comunicazione; ha il temperamento schietto e limpido della sua scrittura, sul web è conosciuta come Samanthifera, all'alter ego non c'è scampo. L'indole curiosa di tutto è la maestra che le ha insegnato a mettere vita dentro le parole.

 
 

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